Legal tech: L’innovazione è nel rapporto tra technology e legal

Il settore legale è stato fortemente rivoluzionato negli ultimi decenni dal cambio del mercato e dalla percezione del consulente legale, ma è negli ultimi anni che, grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, la consulenza legale ha visto il suo spostamento verso il legal-tech.

Quando si parla di legal-tech bisogna pensare a due macro-argomenti: i) la consulenza legale che si specializza per tutelare e far crescere strategicamente le nuove tecnologie e ii) la tecnologia che permette di automatizzare e ottimizzare la consulenza legale.

 

La consulenza legale, più nello specifico il consulente legale, deve essere in grado di comprendere le dinamiche delle nuove tecnologie e sviluppare quel rapporto sinergico tra technology e legal: ad esempio, se parliamo di intelligenza artificiale il consulente deve sapere la differenza tra machine learning e deep learning e deve comprendere il funzionamento degli algoritmi e i rischi che questi comportano per gli utilizzatori (rischi in relazione al GDPR); se, altrettanto, il consulente legale si approccia al tema dei big data e smart data dovrà essere in grado di comprendere il valore economico di questi dati per sviluppare una data strategy.

 

Il dipartimento technology a favore del legal è la parte più innovativa per il settore che, grazie a software che possono andare dai gestionali per GDPR e Reg-Tech alla più complessa intelligenza artificiale, permettono di ottimizzare la gestione documentale, la ricerca giuridica e, in un futuro ipotetico, simulare le decisioni dei giuristi.

Il consulente legale deve, quindi, entrare nella mentalità del legal-tech utilizzando i tool per migliorare le performance del proprio lavoro e fornire un servizio migliore ai propri clienti: risparmiando del tempo tramite l’automazione di alcuni processi, il consulente può dedicarsi alla consulenza più complessa e personalizzata, oltre a dedicare maggior tempo alla gestione e alla relazione col cliente.

 

Passando ad un momento successivo si potrebbe pensare di sviluppare una blockchain che permetta di validare e certificare, ad esempio, le prove e le decisioni giudiziali di modo da avere un database decentralizzato, sicuro, immodificabile e disponibile per un miglior servizio legale. Altrettanto, la blockchain e gli smart contracts potrebbero essere utilizzati per automatizzare l’esecuzione di provvedimenti giudiziari e l’esecuzione di disposizioni contrattuali (il contratto scritto dal consulente legale e registrato in blockchain).

 

La domanda viene da sé: quali sono, quindi, le opportunità per un’azienda che si affida a una realtà legal-tech? I consulenti che comprendono sia il tech che il legal sono in grado di offrire una consulenza verticale e specializzata (come una boutique per fare un paragone) che permette di tutelare al meglio e creare una strategia legale per la crescita del progetto tecnologico del proprio cliente.

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