Il tuo E-commerce è a prova di legge?

Se hai un E-commerce ti sarai chiesto almeno una volta se stessi facendo tutto a norma. In qualità di consulenti legali abbiamo riscontrato nella nostra esperienza che almeno il 50% dei siti delle PMI purtroppo non lo è, essendo tra le altre cose passibili di sanzioni.

Essere titolari di un sito E-commerce è in primis una responsabilità oltre che una grande opportunità di business.Il sito web rappresenta una “vetrina virtuale” per il nostro brand. Tuttavia, avere un sito comporta regole precise da seguire, in primis nei confronti degli utenti che visitano quel sito o che con il sito decidono in qualche modo di interagire.

Purtroppo, la normativa in questo settore è in continuo aggiornamento e quindi non risulta agevole arrivare a cogliere quelle piccole accortezze che vi permetterebbero di rispettare le norme del commercio elettronico (e non solo) a tutela del vostro business.

Andando ad analizzare il concetto stesso di commercio elettronico ci troviamo, da un lato, davanti ad una attività che si sostanzia in uno scambio di beni e/o di servizi attraverso le reti telematiche, mentre dall’altro, rileva la classificazione, universalmente riconosciuta, che distingue tra E-commerce indiretto ed E-commerce diretto.

Alla prima categoria vengono tipicamente ricondotte le vendite con consegna o spedizione di beni materiali ovvero le prestazioni di servizi rese tramite un’attività umana; in tal caso il contribuito che un canale telematico (ad esempio, un sito web) fornisce all’operazione, consiste nel mettere a disposizione un luogo virtuale in cui avviene l’incontro tra domanda e offerta. L’ordine del bene avviene per via telematica, mentre la consegna fisica del bene medesimo segue i canali tradizionali (vettore o posta). L’incasso della vendita può avvenire al momento del ricevimento dell’ordine da parte dell’azienda, mediante l’utilizzo di carta di credito o di altri strumenti di pagamento elettronici, ovvero al momento della consegna del bene da parte del vettore.

Alla seconda categoria appartengono invece le attività economiche di contenuto più innovativo, le quali si realizzano interamente on line, tramite una piattaforma digitale accessibile via internet, attraverso la quale il cliente ordina un prodotto digitale (ebook, musica, film, foto, ecc.) ovvero aderisce ad un servizio che gli viene reso in modalità completamente telematica (operazioni finanziarie, acquisto di biglietti aerei, prenotazioni alberghiere, ecc.); in tal caso la transazione commerciale conclusa sul web non si traduce in alcuna consegna o spedizione all’acquirente di un bene fisico, né comporta l’esecuzione di una prestazione di servizi in cui l’apporto della componente umana può dirsi significativo; ciò in quanto l’intero ciclo dell’operazione avviene interamente in forma telematica.

Come già menzionato, la materia dell’e-commerce è in continua evoluzione, così come il suo impianto normativo che tuttavia appare spesso incompleto data l’ampiezza del settore. Pertanto, frequente è il ricorso, da parte degli operatori del diritto, alla regolamentazione prevista per fattispecie analoghe e all’interpretazione fornita dalla giurisprudenza, anche comunitaria.

Andando al cuore dell’argomento, gli elementi essenziali che il tuo sito di e-commerce deve contenere per essere a norma sono:

  • Dati obbligatori
  • Condizioni generali chiare e comprensibili
  • Pratiche commerciali corrette
  • Rispetto della proprietà intellettuale
  • Informativa privacy e cookies

Concentrandoci sui primi due punti dell’, l’art. 2250 c.c., modificato dall’art. 42, L. 88/2009 impone alle società di capitali di pubblicare informazioni legali nei propri atti o nella corrispondenza. Si ricorda infatti che le informazioni minimali da indicare sono diverse a seconda della natura giuridica della società.

Per le ditte individuali e società di persona, rimane il semplice obbligo di indicare il numero di partita Iva almeno nella home page del sito della società.

Le società di capitali (ad esempio S.p.a., s.r.l.) devono indicare oltre che nella corrispondenza (compresa fattura e DDT) sul sito web ed e-mail, e in tutti gli altri luoghi virtuali di comunicazioni, ivi compresi i profili social della società:

  • ragione sociale
  • sede legale
  • codice fiscale e partita IVA
  • posta elettronica certificata (PEC)
  • capitale sociale effettivamente versata come risultante dall’ultimo bilancio
  • ufficio del Registro delle Imprese dove si è iscritti ed il relativo numero di iscrizione
  • numero repertorio economico amministrativo (Rea)
  • eventuale stato di società unipersonale
  • eventuale stato di liquidazione della società

L’obbligo di pubblicare la partita IVA sulla home page del sito riguarda anche siti web utilizzati per motivi pubblicitari.

Oltre a questi elementi andrà indicata l’eventuale liquidazione in seguito a scioglimento, se la società è a unico socio (S.p.A. e S.r.l. unipersonali), la società o l’ente alla cui attività di direzione e di coordinamento la società è soggetta (ai sensi dell’art. 2497-bis c.c.).

Per le aziende che svolgono attività di e-commerce, l’art. 7 del D.Lgs. 70/2003 impone di indicare gli estremi dell’autorità competente, in caso di attività soggetta a concessione, licenza o autorizzazione.

Pertanto, controlla sempre che sull’homepage del tuo sito compaiano le informazioni qui elencate.

Altro punto nevralgico del E-commerce, specie da un punto di vista contrattuale, saranno le condizioni di vendita all’interno del sito che devono rispettare quanto stabilito dal Codice del Consumo e dal D. Lgs. n. 114/98 sulla disciplina relativa al settore del commercio.

La contrattazione “anticipata” che avviene via web comporta la necessità di un documento che contenga tutte le condizioni generali che disciplinano il rapporto contrattuale (sia che si tratti di vendita di prodotto che di fornitura di servizio).

Il linguaggio utilizzato deve essere semplice e comprensibile poiché sulla base di questo documento si costruirà il rapporto cliente-consumatore che si perfezionerà tramite la vendita dell’oggetto del contratto.

A carico del professionista sono posti un insieme di obblighi informativi (tra cui le caratteristiche dei beni e dei servizi, il prezzo totale, le modalità di pagamento e consegna, la durata del contratto).

Questi obblighi valgono per tutti i contratti diversi dai contratti a distanza e dai contratti negoziati fuori dai locali commerciali, fornendo così una “copertura” generale indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

 

 

La normativa prevede anche una disciplina unitaria delle informazioni da fornire sul:

  • recesso
  • diritto del consumatore, in caso di ritardo nella consegna, di risolvere il contratto con il rimborso del prezzo eventualmente corrisposto
  • passaggio del rischio e sui pagamenti supplementari

Per quanto riguarda l’ipotesi di contratto concluso nell’ambito di un sito di commercio elettronico è necessario che le condizioni generali di contratto siano portate a conoscenza del destinatario in maniera adeguata.

Bisogna tenere conto delle caratteristiche dello strumento di comunicazione utilizzato, così che sia assolto il requisito previsto dalla legge affinché le condizioni generali di contratto predisposte siano considerate efficaci.

Sono efficaci se al momento della conclusione del contratto l’altra parte le abbia conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza.

È, importante, quindi che le condizioni generali siano raggiungibili dalla home page e siano esaustive e complete.

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